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DOMODOSSOLA- 19-06-2017- Prima di presentarsi alle

telecamere di rai 3 il sindaco domese Lucio Pizzi aveva emesso un comunicato stampa in cui ribadisce le sue convinzioni sulle misure da adottare nei confronti dei migranti, invitando i suoi colleghi di tutti gli altri comuni italiani ad insistere su questa linea: "A mia memoria - scrive Pizzi- non ricordo che a Domodossola, nel giro di pochi giorni, ci siano state due aggressioni così gravi come quella dell'altra sera in via Castellazzo e di ieri mattina alla Stazione Internazionale, entrambe a danno di donne, entrambe commesse da immigrati. L’immigrazione fuori controllo inizia a farsi sentire anche nei piccoli centri, mostrando la pesante realtà che ho da tempo indicato. Le stazioni italiane ormai stanno diventando luoghi pericolosi e su questo lo Stato deve rispondere ai propri cittadini.

Non possiamo girarci dall’altra parte di fronte ad azioni così allarmanti, dobbiamo intervenire subito, prima che la situazione diventi irrimediabile, senza ascoltare chi vaneggia di razzismo, fascismo e populismo facendo così il gioco di coloro che guadagnano sulla pelle degli italiani.L’immigrazione va misurata, controllata e gestita seriamente in base alle reali possibilità del nostro Paese e nel massimo rispetto del nostro equilibrio sociale, non dimenticando mai che prima vengono i diritti di chi questo paese l'ha costruito. Per questo occorrono nell'immediato almeno regole precise che ci tutelino preventivamente e misure certe e immediate per chi non le rispetta. Con determinazione proporrò nelle sedi competenti la mia proposta, ed invito i miei colleghi Sindaci di tutta Italia a fare altrettanto, affinchè coloro che sono in attesa di risposta alla domanda di asilo politico e sono ospitati nei centri di accoglienza:

abbiano un orario di rientro serale certo e rispettato;

non si rechino presso altri comuni diversi da quelli di propria assegnazione, nel rispetto del principio di equilibrata distribuzione;

quando gli venga negato lo status di rifugiato vengano subito allontanati e rimpatriati.

Il buonismo non serve, e non mi scalfiscono certo gli attacchi personali di coloro che citano inappropriatamente addirittura la Repubblica dell’Ossola: forse non ricordano il primo valore difeso dalla Resistenza, quello della Libertà degli italiani che purtroppo oggi in molte zone d'Italia non è garantita poiché non sono più liberi di uscire tranquillamente e di frequentare alcuni luoghi. Alla signora domese aggredita in stazione va la mia solidarietà, rinnovando tutto il mio impegno per garantire sicurezza e difendere Domodossola dall'immigrazione fuori controllo, così come promesso ancora prima di essere eletto. Chi ha interesse a mantenere questo caos nel nostro Paese faccia pure manifestazioni e fiaccolate: è un suo diritto, ma ognuno si assumerà le proprie responsabilità".

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